Molti dei visitatori che giungono qui sul sito sono professionisti della riabilitazione (fisioterapisti, logopedisti, neuropsicomotricisti, ecc.) che cercano “aprire uno studio privato di riabilitazione” sui motori di ricerca.

Per questo motivo ho realizzato una guida completa che si basa sui contenuti delle migliori fonti online.

In questa guida troverai tutte le indicazioni necessarie per aprire uno studio privato professionale. Puoi scegliere: spulciala tutta nei dettagli, aggiungila ai preferiti per avere sempre con te un vademecum utile o scegli le sezioni che più di tutte ti interessano.

Per esempio, se hai bisogno soltanto di avere l’elenco della documentazione necessaria nella tua regione il terzo capitolo sarà la tua destinazione!

Una parentesi.

Un autore di articoli web che scrive guide del genere trae soddisfazione esclusivamente dalle reazioni del suo pubblico. Altrimenti tutto il tempo impiegato e l’impegno risulterebbero spesi inutilmente. Quindi, se trovi che questa guida possa esserti utile sarebbe splendido se tu la condividessi. Amplieresti così la sua utilità ad altri tuoi colleghi e amici e sosterrai questo sito!

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Ora però si comincia! Sei pronto?

#1 Perché aprire uno studio privato di riabilitazione

Se sei un fisioterapista con le sue prime esperienze alle spalle, una logopedista che vorrebbe ampliarsi professionalmente o una qualsiasi figura del campo riabilitativo, scegliere di aprire uno studio professionale è di certo un grande passo.

Si ha a che fare con i primi dubbi: domande come “È la scelta giusta?” o “Sono all’altezza?” e di certo l’inesperienza nelle questioni burocratiche è un bell’ostacolo da superare.

Vorrei però farti notare una cosa.

Se sei arrivato qui cercando “aprire uno studio professionale” su Google allora significa che sei davvero interessato a metterti in gioco e che è arrivato il momento di capire se quell’idea che hai da tempo in testa debba rimanere irrealizzata ancora per molto.

Al giorno d’oggi, avventurarsi in una scelta di questo tipo non è di certo consigliato senza una buona infarinatura sui primi passi da affrontare e le valutazioni da fare a riguardo. Per questo motivo ho inserito al punto due tutti i principali punti che approfondiremo insieme in questa guida.

Vediamoli velocemente. Puoi cliccare sul link per andare direttamente alla sezione che ti interessa o darti un quadro generale su tutti i punti.

dettagli fiscali per gestire uno studio;
come scegliere il locale e le spese correlate
documentazione e procedure
primi passi e strategie utili di marketing.

 

#2 Dettagli fiscali per gestire uno studio privato

Vorrei ricordarti che aprire uno studio professionale è decisamente la scelta più di impatto per affermare la propria figura professionale su un certo territorio. Avere un punto di riferimento è senza dubbio per un paziente un elemento fondamentale per garantirsi la tranquillità di affidarsi ad un professionista.

Va però messa in conto un’attenta valutazione delle previsioni di spesa che ti ritroverai durante il percorso.

“Conviene aprire uno studio professionale a livello economico?”

Certo, dipende dal tuo regime fiscale e da un’accurata visione d’insieme che ti darò nei prossimi paragrafi.

Per prima cosa cerca di capire quanto ti conviene in termini di deduzioni o detrazioni di spesa. La primissima cosa da definire quindi è il regime fiscale che hai scelto per la tua attività da libero professionista.

Qui di seguito troverai tutti i dettagli di gestione relativi ai possibili regimi fiscali previsti dalla legislazione.

Scegli il tuo.

– regime dei minimi (disponibile a breve);
– regime forfettario (disponibile a breve);
– regime ordinario (disponibile a breve).

 

#3 Come scegliere il locale e le spese correlate

Altro dato importante di cui tener conto è senz’altro il budget iniziale a tua disposizione.
Se sei già un professionista che lavora per altri centri di riabilitazione, cooperative o hai già un’attività privata avviata, potresti pensare di dedicare un certo importo all’investimento di uno spazio tutto tuo dove poter lavorare al meglio.

Se ti ritrovi in questa cerchia di professionisti, il mio consiglio è quello di raccogliere tutte le informazioni utili riguardanti i punti principali che leggerai nei prossimi paragrafi.

Altrimenti non disperare!

Se non hai ancora affermato una base economica sufficiente da cui partire, potrai sempre pensare di avviarti in questo percorso insieme a uno o più tuoi colleghi di fiducia per supportarvi a vicenda nelle spese iniziali e galoppare verso la vostra nuova vita professionale.

Ritorniamo ai punti principali.

Ricorda che tutto ciò di cui parleremo nei prossimi paragrafi sarà da considerare sì una spesa, ma sempre legata alla possibilità di dedurla o detrarla dalla tua dichiarazione dei redditi a fine anno.

Costo dell’affitto dell’immobile

Il locale dove stabilirti avrà sicuramente un costo mensile da sostenere. A meno che tu non abbia già un locale di tua proprietà e ben venga (in quel caso, passa direttamente al prossimo punto).

La migliore soluzione sarà sicuramente la scelta di un ambiente che ti permetta di avere il giusto spazio a disposizione, con bagno adattabile ai requisiti minimi previsti dalla legge anche per persone disabili e che non preveda barriere architettoniche (non vorremo mica perderci in un bicchiere d’acqua proprio noi che mangiamo pane e disabilità tutti i giorni).

Scadenze mensili e annuali di consumo

Acqua, luce, gas ed eventualmente telefono e internet sono le principali spese di cui tener conto. Un bel giro per il web per valutare le varie tariffe e fare i dovuti confronti è d’obbligo. Ti suggerisco siti affidabili come Altroconsumo o direttamente quelli delle compagnie di distribuzione energia per avviare la tua ricerca.

Per la TARSU (la Tassa di smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani) invece, dovrai rivolgerti agli uffici del Comune che potranno fornirti un prospetto di pagamento in base all’ubicazione, la metratura e le caratteristiche catastali dell’immobile.

Strumentazione necessaria alla tua attività

Lettino, accessori, beni di consumo giornaliero sono la base per accogliere al meglio i tuoi pazienti all’interno della tua attività. Numerosi siti online sono ormai una risorsa ricca di occasioni valide e strumenti di qualità.

Per gli elettromedicali però, mi raccomando, è tutto un altro paio di maniche a cui dedicare la giusta dose di tempo e attenzione. Ti consiglio questa guida (a breve disponibile) a riguardo. Potrebbe esserti davvero utile per le tue prime strumentazioni di terapia fisica.

 

#4 Documentazione e procedure

Le figure professionali incluse nel personale sanitario della riabilitazione hanno competenze e svolgono attività estremamente differenti tra loro, seppur facenti parte di un percorso per il paziente anche multidisciplinare.

Quest’ottica ha permesso la definizione di differenti profili professionali stabiliti dalla legge. Puoi dare un’occhiata al tuo tra quelli di seguito:

Profilo professionale del fisioterapista;
Profilo professionale del logopedista;
Profilo professionale del terapista della neuro e psicomotricità in età evolutiva (TNPEE);
Profilo professionale del terapista occupazionale;
Profilo professionale del tecnico dell’educazione e della riabilitazione psichiatrica e psicosociale.

“Quali sono quindi i passi necessari?”

Di base, a prescindere dalla professione specifica, la procedura necessaria di base per l’apertura di uno studio professionale, al fine di non incorrere in sanzioni di ogni genere, prevede:

Comunicazione della DIA (Denuncia di Inizio Attività) da recapitare al Sindaco e, per conoscenza, all’Ufficio Tecnico competente del territorio. In quest’ultimo periodo questa non risulta però essere necessaria in tutti i Comuni (va quindi verificato l’obbligo a seconda del territorio). A questa vanno allegati il Diploma di Laurea abilitante alla professione, la planimetria e la destinazione d’uso dei locali (Categoria A10 Studi professionali).

Se il locale dove eserciterai la professione non è ancora in possesso dei requisiti di agibilità, igiene e sicurezza sarà necessario allegare alla denuncia di inizio attività una relazione tecnica, redatta da un geometra, architetto o ingegnere iscritti all’Ordine, attestante l’agibilità dei locali e la conformità dell’impiantistica elettrica e termoidraulica alla Legge n° 626/94.

Nessuna autorizzazione deve essere preventivamente richiesta alla ASL competente del territorio che, comunque, può effettuare controlli inerenti i sopra citati requisiti di agibilità, igiene e sicurezza dei locali dove è situato lo studio professionale.

Apertura della partita IVA e tenuta dei libri contabili (registro degli acquisti e delle spese e bollettario delle ricevute sanitarie vidimati).

Ricorda che oggi le prestazioni sono esenti da IVA ai sensi del decreto del ministero della salute del 17/05/2002.

Iscrizione alla gestione separata INPS: liberi professionisti senza cassa previdenziale gestita dall’ordine professionale. La legge 335/95 (articolo 2, comma 26) ha previsto l’iscrizione alla gestione separata dei liberi professionisti titolari di partita IVA.

 

#5 Pubblicità e strategie utili di marketing

Quante cose complicate e quanti pensieri! Ora passiamo a cose più leggere e interessanti.

Parliamo di marketing e pubblicità.

Innanzitutto, diamo uno sguardo alla legislazione relativa alla pubblicità sanitaria: la trovi qui.

Non hai mai pensato a come promuovere al meglio il tuo nuovo studio professionale?

Non c’è problema!

Cominciamo con gli strumenti essenziali da avere per un’ottima partenza:
– logo o immagine professionale;
– sito web;
– conoscenza delle principali strategie comunicative (e-mail marketing, lead strategy, ecc.).

Se hai voglia di approfondire ti consiglio di andare direttamente a questa guida completa su pubblicità e marketing in ambito sanitario  (a breve disponibile).

Niente male come consigli, eh? Se hai apprezzato il lavoro condividi la guida sui social!

Su rehub.it troverai guide con cui approfondire, definire al meglio la tua professione e raggiungere un discreto successo.

Non mi resta che augurarti buona fortuna.

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